Nicolò Calandrini
Francesco Rambelli
Mirko Tavaniello Boresi
Architettura Nomade per la Riattivazione Urbana
Manualetto nasce nel 2022 come un esperimento di riappropriazione dello spazio pubblico attraverso l'architettura temporanea. Il progetto ha come obiettivo la trasformazione urbana di luoghi dimenticati, rendendoli accessibili e vissuti dalla comunità. Attraverso padiglioni effimeri, Manualetto diventa un laboratorio urbano in cui cittadini, artisti e associazioni culturali sperimentano nuove forme di aggregazione e partecipazione.
Manualetto 2022 – Il modulo abitabile come spazio pubblico
La prima edizione ha introdotto un modulo architettonico autoassemblabile di 4x4 metri, ispirato alle dimensioni di una camera da letto. Questo spazio, concepito come un ambiente domestico aperto alla collettività, mirava a ricreare un senso di intimità nello spazio pubblico. Installato nella Darsena di Ravenna, il padiglione è stato il fulcro di sette giorni di eventi culturali, tra spettacoli teatrali, concerti e dibattiti. Realizzato con il supporto di volontari under 35 e finanziato tramite crowdfunding, il progetto ha dimostrato il valore dell'architettura come motore di socialità e cultura.
Manualetto 2023 – La struttura industriale come palcoscenico culturale
Nel 2023, Manualetto ha ampliato il suo impatto, spostandosi in un'area industriale dismessa della Darsena, vicino all'ex Consorzio Agrario. Il nuovo padiglione, una struttura di 120 metri quadrati realizzata con ponteggi industriali alti sei metri, si poneva in dialogo con il contesto storico, enfatizzandone la memoria. Qui si sono svolte nove serate di eventi, con spettacoli, concerti e performance gratuite. La struttura, progettata da DENARA, Studio Doiz e Marte Aps, ha offerto un nuovo spazio per la cultura, dimostrando il potenziale della riconversione temporanea di aree urbane abbandonate.
Manualetto 2024 – Il ponte come metafora di connessione urbana
L'edizione 2024 ha affrontato il tema della separazione e riconnessione urbana, scegliendo come sede la Compagnia Portuale di Ravenna, un'area chiusa alla città da barriere fisiche e simboliche. Il padiglione, questa volta concepito come un ponte, è stato costruito con ponteggi leggeri per contrastare la durezza del cemento circostante. L'intervento ha trasformato un luogo inaccessibile in uno spazio di cultura e aggregazione, con un programma artistico ancora più sperimentale, dedicato ai talenti under 40. Il ponte, oltre alla sua funzione architettonica, rappresenta un manifesto urbano: immaginare nuovi scenari per la città è il primo passo per trasformarla.
Un'Architettura in Evoluzione
In tre anni, Manualetto ha dimostrato come l'architettura temporanea possa generare un impatto duraturo sulla percezione dello spazio urbano. Da un modulo abitabile, a un palcoscenico industriale, fino a un ponte simbolico, il progetto ha saputo adattarsi ai contesti e alle sfide della città contemporanea. Attraverso l'arte, la cultura e la partecipazione, Manualetto si configura non solo come un evento, ma come un processo di ricerca e trasformazione urbana, capace di creare nuove connessioni tra le persone e i luoghi.
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Manualetto: A Nomadic Architecture for Urban Reactivation
Manualetto was launched in 2022 as an experiment in reclaiming public space through temporary architecture. The project aims to transform forgotten places, making them accessible and vibrant for the community. Through ephemeral pavilions, Manualetto becomes an urban laboratory where citizens, artists, and cultural associations experiment with new forms of gathering and participation.
Manualetto 2022 – The Habitable Module as Public Space
The first edition introduced a self-assembling architectural module measuring 4×4 meters, inspired by the dimensions of a bedroom. Designed as a domestic environment open to the public, this space aimed to recreate a sense of intimacy within urban settings. Installed in the Ravenna Docks, the pavilion became the focal point of a week-long cultural programme featuring theatre performances, concerts, and discussions. Built with the support of volunteers under 35 and funded through crowdfunding, the project demonstrated architecture's power to foster social engagement and cultural exchange.
Manualetto 2023 – The Industrial Structure as a Cultural Stage
In 2023, Manualetto expanded its reach, moving to an abandoned industrial site in the Docks near the former Agrarian Consortium. The new pavilion, a 120-square-meter structure made of six-meter-high industrial scaffolding, engaged with the area's historical memory. Over nine evenings, the venue hosted performances, concerts, and free cultural activities. Designed by DENARA, Studio Doiz, and Marte Aps, the structure provided a new cultural space, proving the potential of temporarily repurposing abandoned urban areas.
Manualetto 2024 – The Bridge as a Metaphor for Urban Connection
The 2024 edition tackled the theme of separation and urban reconnection, selecting the Ravenna Port Company site, a space both physically and symbolically cut off from the city. This year's pavilion took the form of a bridge, constructed with lightweight scaffolding to contrast the rigidity of the surrounding concrete. The intervention transformed an otherwise inaccessible site into a space for culture and gathering, featuring an even more experimental artistic programme dedicated to young talents under 40. Beyond its architectural function, the bridge served as an urban manifesto: imagining new scenarios for the city is the first step toward transforming it.
An Evolving Architecture
Over three years, Manualetto has demonstrated how temporary architecture can reshape the perception of urban space. From a habitable module to an industrial stage, and finally to a symbolic bridge, the project has showcased its adaptability to different contexts and contemporary urban challenges. Through art, culture, and community participation, Manualetto is not just an event but an ongoing process of research and urban transformation, fostering new connections between people and places.