Mariolina Di Pinto
Andrea Petruzzella
Donatella Triggiani
(Politecnico di Bari)
WaveShelter si confronta con l'emergenza rappresentata dal fenomeno della migrazione di massa, ponendosi come un'alternativa innovativa ed ecosostenibile alle tradizionali soluzioni di prima accoglienza.
L’idea è frutto del lavoro dei laureandi del politecnico di Bari Mariolina Di Pinto, Andrea Petruzzella e Donatella Triggiani, sviluppato all’interno della tesi in progettazione architettonica sotto la guida del Professor Giuseppe Fallacara.
Il progetto si articola come una aggregazione urbana formata da unità abitative galleggianti, organizzate secondo una disposizione in linea lungo semplici moli in legno accostati lungo il litorale. Questa disposizione planimetrica è pensata per adattarsi facilmente a ogni conformazione costiera e qualunque situazione emergenziale.
Le abitazioni sono realizzate mediante l'uso della stampa 3D, utilizzando materiali di riciclo da rifiuti plastici. Ogni unità abitativa è composta da una piattaforma galleggiante, al di sotto della quale sono poste delle gabbie cilindriche, contenenti materiale di riciclo galleggiante, impilate in modo da fungere da controspinta per coadiuvare il galleggiamento e al contempo creare un habitat che permetta la proliferazione dell'ecosistema marino dei fondali.
La porzione emersa è invece composta da una volta stereotomica dalla forma sinuosa, strutturata in conci conformati per essere montati senza uso di centine così da rendere il montaggio economico e rapido. Ogni concio viene montato per scorrimento orizzontale, incastrandosi nel binario composto dai conci del filare precedente.
All'interno, la pianta vede al centro dello spazio un blocco servizi ospitante il bagno e la cucina, attorno al quale gli spazi vengono definiti senza l'uso di setti murari, solo dal mobilio e si articolano in una zona giorno e due camere da letto. I mobili sono tutti realizzati in stampa 3D e sono pensati nelle loro forme morbide e sinuose per fornire il massimo comfort pratico ed estetico, pur mantenendo una grande semplicità di stampa. Le pareti perimetrali vedono alternarsi due muri continui, svuotati per ottenere nicchie e armadiature a due ampie pareti vetrate che garantiscono efficienza d'illuminazione e ventilazione.
WaveShelter si pone come elemento di mediazione tra terra e mare, fungendo da dispositivo che anticipa la prima accoglienza, un Primo Approdo in cui si ha già abbandonato il mare ma non si è ancora raggiunta la terraferma, un simbolo di speranza e sollievo per chi affronta i pericoli del mare.
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WaveShelter addresses the urgent humanitarian crisis posed by mass migration, offering an innovative and eco-sustainable alternative to traditional first reception solutions.
The concept originates from the work of architecture students at the Polytechnic University of Bari—Mariolina Di Pinto, Andrea Petruzzella, and Donatella Triggiani—developed as part of their architectural design thesis under the guidance of Professor Giuseppe Fallacara.
The project is conceived as an urban aggregation of floating housing units, arranged in a linear formation along simple wooden piers serially positioned along the coastline. This layout allows for easy adaptation to various coastal configurations and emergency scenarios.
The housing units are constructed using 3D printing technology with recycled plastic waste materials. Each unit consists of a floating platform, beneath which cylindrical cages filled with floating recycled materials are stacked. These structures serve a dual function: acting as counterweights to enhance buoyancy while simultaneously creating artificial habitats that promote marine ecosystem growth on the seabed.
The above-water portion of each unit features a sinuous stereotomic vault, composed of specially shaped blocks that can be assembled without centering frameworks, making the construction process both cost-effective and efficient. Each block is installed through horizontal sliding, interlocking seamlessly with the previous row’s elements.
Inside, the floor plan is organized around a central service block, which houses the bathroom and kitchen. Surrounding this core, the living spaces are designed without partition walls, relying solely on furniture arrangements to define a living area and two bedrooms. The furniture, also 3D-printed, features smooth, curved shapes, offering both practical and aesthetic comfort while maintaining efficiency in the printing process.
The perimeter walls alternate between two continuous walls, which incorporate hollowed-out niches for built-in storage, and two large glazed walls, ensuring optimal natural lighting and ventilation.
Beyond its physical function, WaveShelter serves as a bridge between land and sea, acting as a transitional space for first reception. It represents a First Landing—a place where one has already left the sea behind but has not yet reached solid ground. More than just a shelter, WaveShelter stands as a symbol of hope and relief for those facing the perils of the sea.