Sara D’Adamo
Clara Rosa Romano
(Politecnico di Bari)
Il progetto di riqualificazione delle cave di Apricena, Foggia, affronta la sfida di intervenire su un territorio
abbandonato senza comprometterne la purezza naturale. L’obiettivo principale è costruire in simbiosi con la natura, evitando di danneggiare il paesaggio. Questo concetto è incarnato da un hotel diffuso che si sviluppa all’interno dello spazio delle cave, con strutture disposte lungo le pareti di cava e situate attorno a un lago artificiale.
L’hotel è concepito come un rifugio di relax e meditazione, dove l’ospite può staccare dal caos urbano e immergersi in un ambiente naturale ma emozionante. Le strutture sono progettate per non alterare la percezione del paesaggio, specialmente nelle ore diurne, quando la luce interagisce con i colori della cava. La facciata esterna dell’hotel è rivestita da vetri specchiati che riflettono il paesaggio, rendendo la struttura quasi invisibile. I vetri sono ancorati a una solida struttura interna in pietra, creando una camera d’aria tra i pannelli per garantire una buona ventilazione e prevenire l’effetto serra.
L'accesso principale all’hotel avviene tramite una passerella in pietra scavata nella roccia, che permette di ammirare il paesaggio circostante. L’architettura si fonde con l’ambiente, risultando discreta e non invadente. Al calare della notte, l’intero complesso prende vita grazie a un gioco di luci che interagiscono con le forme della cava, creando
un’atmosfera suggestiva. Le luci interne si riflettono sulla pietra di Apricena, illuminando la struttura in modo
poetico.
Le stanze dell’hotel sono progettate per massimizzare la privacy e la connessione con la natura. Le pareti esterne
sono dotate di vetri specchiati che garantiscono visibilità dall’interno, ma rendono la struttura invisibile dall’esterno.
L’architettura si sviluppa attorno alla figura geometrica del parallelepipedo, emergendo come un blocco di pietra
dalla cava. La semplicità formale della struttura evita di imporre un eccessivo contrasto con l’ambiente circostante.
Gli interni sono arredati con elementi che richiamano la geometria dell’edificio e la pietra delle cave. Un muro
centrale divide la zona notte dai servizi e l’arredo segue il design della struttura. La reception è un luogo accogliente con giochi di luce e uno spazio salotto che si inserisce perfettamente nel contesto. Il progetto è un incontro tra acqua e pietra, con il blocco ricettivo situato al di sotto del livello dell’acqua, e i percorsi di accesso alle camere che seguono l’orografia naturale della cava.
Il progetto utilizza la pietra di Apricena, riducendo gli sprechi e abbassando i costi di manodopera e trasporto. La muratura portante è composta da conci di pietra uniti da piastre metalliche, con aperture simmetriche che
consentono una corretta distribuzione dei carichi. La struttura è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all'installazione di pannelli solari fotovoltaici.
In sintesi, il progetto cerca di integrare l’architettura con la natura circostante, creando uno spazio che rispetti e
valorizzi il paesaggio, trasformando un bisogno in realtà, senza alterare l’essenza del territorio (Romano e Ranieri,
2022).
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The project for the redevelopment of the quarries in Apricena, Foggia, addresses the challenge of intervening in an abandoned area without compromising its natural purity. The main objective is to build in symbiosis with nature, avoiding damage to the landscape. This concept is embodied in a dispersed hotel that develops within the space of the quarries, with structures placed along the quarry walls and situated around an artificial lake.
The hotel is conceived as a refuge for relaxation and meditation, where guests can disconnect from urban chaos and immerse themselves in a natural yet stimulating environment. The structures are designed to not alter the perception of the landscape, especially during the day when light interacts with the colors of the quarry. The hotel’s exterior façade is covered with mirrored glass that reflects the landscape, making the structure almost invisible. The glass is anchored to a solid internal stone framework, creating an air chamber between the panels to ensure proper ventilation and prevent the greenhouse effect. The main access to the hotel is via a stone walkway carved into the rock, allowing visitors to admire the surrounding landscape. The architecture blends with the environment, appearing discreet and non-invasive. As night falls, the entire complex comes to life through a play of lights interacting with the shapes of the quarry, creating a suggestive atmosphere. The internal lights reflect on the Apricena stone, illuminating the structure poetically. The hotel rooms are designed to maximize privacy and connection with nature. The external walls are fitted with mirrored glass that ensures visibility from the inside while making the structure invisible from the outside. The architecture develops around the geometric shape of the parallelepiped, emerging as a stone block from the quarry. The formal simplicity of the structure avoids creating too much contrast with the surrounding environment. The interiors are furnished with elements that recall the building’s geometry and the stone of the quarries. A central wall divides the sleeping area from the services, and the furniture follows the design of the structure. The reception is a welcoming space with light plays and a lounge area that fits perfectly into the context. The project is a meeting between water and stone, with the reception block located below the water level, and the access paths to the rooms following the natural topography of the quarry. The project uses Apricena stone, reducing waste and lowering labor and transportation costs. The load-
bearing masonry is made of stone blocks joined by metal plates, with symmetrical openings that allow proper load distribution. The structure is fully energy self-sufficient thanks to the installation of photovoltaic solar panels. In summary, the project aims to integrate architecture with the surrounding nature, creating a space that respects and enhances the landscape, turning a need into reality without altering the essence of the territory (Romano & Ranieri, 2022).