Vincenzo Turdo
I problemi connessi alla crisi climatica odierna erano già stati previsti già 50 anni fa. Malgrado ciò, i risultati si stanno verificando negli ultimi decenni, anche nel nostro territorio nazionale.
Vari studiosi del caso indicavano le aree sensibili alla desertificazione (Cancellieri, Piccione e Veneziano, 2017) e dopo pochi anni ecco i primi catastrofici risultati.
Per utilizzare i termini della consulente Onu Angelica De Vito: “Il mediterraneo è l’hotspot della crisi climatica” (Jattoni Dall’Asén, 2024).
Oggi parte dell’entroterra meridionale della Sicilia è ormai in crisi idrica, una terra in cui è stata raggiunta la temperatura più alta mai registrata in Europa: 48,8 gradi (OMM, 2021).
In condizioni simili qualsiasi impianto di climatizzazione ha difficoltà a funzionare. Forse è arrivato il momento di sperimentare dei sistemi passivi, ma stavolta su scala urbana.
La Città nella Litosfera propone un sistema di alloggi che prende spunto dal primo esempio di abitazione primordiale (la grotta), e lo estende su un’ampia superficie.
L’inerzia termica del terreno funge da isolante naturale il complesso residenziale, mentre gli alloggi al suo interno sono progettati in modo tale da avere un ampio affaccio. Gli spazi serventi e tecnici sono concentrati nella parete cieca.
Ogni alloggio si colloca nei piani più alti garantendo un certo isolamento anche acustico, mentre i piani terra accoglieranno gli spazi commerciali.
La nuova città sorgerà in uno dei punti più stressati dalla crisi climatica, la piana di Gela, in particolare tra due fiumi (affluenti del fiume Maroglio), una suggestiva condizione che si reitera come tutte le più grandi città del passato.
Il complesso si sviluppa longitudinalmente come un cretto nella terra, che sottolinea metaforicamente la spaccatura tra il vecchio modo di costruire e quello ipogeo qui proposto (Patrone, 2014).
Giacché il sito attualmente è un importante nodo della rete ecologica, al fine di mitigare “l’effetto barriera” che una grande infrastruttura continua può provocare, sono previsti dei corridoi ecologici (Peraboni, 2010) che permettono il transito delle specie terrestri da un lato all’altro. I corridoi ecologici sono garantiti semplicemente dando discontinuità alla città a livello della linea di terra.
La città nella litosfera rispetta il concetto di sostenibilità andando oltre: la scelta di costruire scavando evita un impatto visivo alto e si immerge in quel paesaggio silente siciliano.
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The problems associated with today's climate crisis had already been predicted 50 years ago. Despite this, the results are occurring in recent decades, even in our national territory.
Various experts indicated the areas sensitive to desertification (Cancellieri F., Piccione V., Veneziano V., 2017) and after a few years here are the first catastrophic results.
To use the terms of the UN consultant Angelica De Vito: “The Mediterranean is the hotspot of the climate crisis” (Jattoni Dall’Asén, 2024).
Today, part of the southern hinterland of Sicily is now in water crisis, a land where the highest temperature ever recorded in Europe has been reached: 48.8 degrees (OMM, 2021).
In such conditions, any air conditioning system has difficulty functioning. Perhaps the time has come to experiment with passive systems, but this time on an urban scale.
The City in the Lithosphere proposes a housing system that takes inspiration from the first example of primordial dwelling (the cave), and extends it over a large surface area.
The thermal inertia of the ground acts as a natural insulator for the residential complex, while the apartments inside are designed to have a wide view. The utility and technical spaces are concentrated in the blind wall.
Each apartment is located on the highest floors, ensuring a certain level of acoustic insulation, while the ground floors will house the commercial spaces.
The new city will rise in one of the areas most stressed by the climate crisis, the Gela plain, in particular between two rivers (tributaries of the Maroglio river), a suggestive condition that is repeated like all the largest cities of the past.
The complex develops longitudinally like a crack in the earth, which metaphorically underlines the split between the old way of building and the hypogeal one which is proposed (Patrone, 2014).
Since the site is currently an important node of the ecological network, in order to mitigate the “barrier effect” that a large continuous infrastructure can cause, ecological corridors are planned (Peraboni, 2010) that allow the transit of terrestrial species from one side to the other. The ecological corridors are guaranteed simply by giving discontinuity to the city at the level of the ground line.
The city in the lithosphere respects the concept of sustainability by going further: the choice of building by excavating avoids a high visual impact and immerses itself in that silent Sicilian landscape.