Tang Kai (Università La Sapienza, Roma)
Nel contesto del riscaldamento globale e della crescente variabilità e diversità dei grattacieli, poniamo due domande fondamentali: la visione sostenibile dell'ambiente naturale da parte delle persone può essere raggiunta semplicemente utilizzando modelli tradizionali per regolare il cambiamento climatico? La variabilità dei grattacieli è limitata alle condizioni esterne e non è sostenibile? Tenendo presenti queste domande, proponiamo un concetto innovativo che sfida gli approcci convenzionali.
Il problema del riscaldamento globale è stato documentato fin dall'antica Grecia ed è diventato di grande attualità alla fine del secolo scorso. Le soluzioni tradizionali al riscaldamento globale e all'innalzamento del livello del mare si limitano spesso a modificare direttamente i meccanismi climatici o a costruire isole artificiali. La nostra prospettiva è però rivoluzionaria. Proponiamo una “soluzione radicale alle emissioni di gas serra, un'alternativa completa all'energia convenzionale: il grattacielo energetico che segue il cambiamento climatico”.
In primo luogo, dal punto di vista dell'estrazione dell'energia, identifichiamo l'energia mareomotrice come la fonte energetica più sostenibile e abbondante sulla Terra. I metodi tradizionali di estrazione dell'energia mareomotrice sono tipicamente fissi e rigidi, vincolati dalle condizioni meteorologiche esterne e dalla natura periodica delle maree. La nostra proposta, tuttavia, introduce un approccio dinamico: utilizzare i grattacieli come parchi energetici mobili che inseguono attivamente le maree per sfruttare continuamente l'energia. Questo concetto trasforma i grattacieli da strutture statiche a entità dinamiche che interagiscono con l'ambiente circostante.
Sulla base di questo innovativo metodo di acquisizione dell'energia e dell'incertezza intrinseca della posizione dell'edificio, proponiamo un modello di costruzione di base che combina un metodo “madre e figlio” con una connessione chiusa alla stazione di ingresso e una stazione di uscita aperta e fluttuante. Questo design consente flessibilità e adattabilità, qualità essenziali di fronte ai cambiamenti climatici e all'innalzamento del livello del mare.
Abbiamo scelto di installare stazioni base specifiche presso la centrale nucleare di Fukushima in Giappone, un'area che soffre sia dell'innalzamento del livello del mare che di una crisi energetica dovuta al cambiamento climatico. Questa località funge da banco di prova per il nostro concetto, che combina necessità pratica e design innovativo.
Attingendo alla cultura tradizionale asiatica, proponiamo l'immagine dell'apertura e della chiusura degli edifici ispirata alla creatura mitologica “Kunpeng”, che simboleggia la trasformazione e l'adattabilità. Inoltre, sulla base degli esperimenti tradizionali degli insediamenti residenziali giapponesi, introduciamo il concetto di edifici residenziali variabili sotto la struttura variabile dei grattacieli. Questo approccio garantisce che gli spazi abitativi possano adattarsi alle mutevoli condizioni, migliorando la sostenibilità e la resilienza.
Infine, tutti questi modelli sono semplificati e integrati per formare uno schema concettuale coerente. Questa visione non solo affronta le sfide del cambiamento climatico e delle crisi energetiche, ma ridefinisce anche il ruolo dei grattacieli nel mondo moderno, trasformandoli in strutture mobili, adattabili e sostenibili.
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In the context of global warming and the increasing variability and diversity of skyscrapers, we pose two critical questions: Can humanity’s sustainable vision of the natural environment be achieved simply by relying on traditional models to regulate climate change? Is the variability of skyscrapers limited solely to external conditions, making them inherently unsustainable? With these questions in mind, we propose a novel concept that challenges conventional approaches.
The issue of global warming has been recognised since ancient Greece and has become a primary global concern in recent decades. Traditional solutions to global warming and rising sea levels have often been limited to direct interventions in climate mechanisms or the construction of artificial islands. However, our perspective is revolutionary. We propose a radical solution to greenhouse gas emissions—an entirely new alternative to conventional energy: the Change-Tracking Energy Skyscraper Vision.
Firstly, from an energy extraction perspective, we identify ocean tidal energy as the most sustainable and abundant energy source on Earth. Traditional tidal energy extraction methods are typically fixed and rigid, constrained by external weather conditions and the periodic nature of tides. Our proposal, however, introduces a dynamic approach: using skyscrapers as mobile energy parks that actively chase tidal surges to continuously harness energy. This concept transforms skyscrapers from static structures into dynamic entities that interact with their environment.
Building upon this innovative energy acquisition method and the inherent uncertainty of building location, we propose a fundamental architectural model that combines a "mother and child" system, featuring a closed connection at the inbound station and an open, floating outbound station. This design allows for flexibility and adaptability, essential qualities in the face of climate change and rising sea levels.
We have chosen to install specific base stations at the Fukushima nuclear power plant in Japan, an area that has been significantly affected by both rising sea levels and an energy crisis due to climate change. This location serves as a testbed for our concept, merging practical necessity with innovative design.
Drawing inspiration from traditional Asian culture, we incorporate the mythological creature "Kunpeng", symbolising transformation and adaptability, into our architectural vision. Additionally, inspired by traditional Japanese residential experiments, we introduce the concept of variable residential buildings within the variable skyscraper framework. This approach ensures that living spaces can adapt to changing conditions, enhancing both sustainability and resilience.
Finally, all these models are simplified and integrated into a cohesive conceptual scheme. This vision not only addresses the challenges of climate change and energy crises but also redefines the role of skyscrapers in the modern world, transforming them into mobile, adaptive, and sustainable structures.