Leonardo Mancini
Nella città di Firenze, dinanzi alla Villa del Poggio Imperiale, prende vita uno spazio etereo, concepito sul dualismo tra scienza e filosofia. La presenza, sul territorio, della storica villa medicea e di un osservatorio astronomico, suggerisce il dialogo tra la dimensione celeste e quella terrestre, tra macrocosmo e microcosmo, che trova il suo emblema nell’Uomo Vitruviano (Veneziano, 2014). Il contesto si sviluppa come una sintesi armonica di elementi naturali e antropici, dove la disposizione degli spazi segue precise gerarchie e correlazioni simboliche, offrendo un’esperienza di totale connessione con la natura cosmica e i suoi principi. Il tema predominante è la Natura che viene interpretata come un vuoto assoluto, un punto di contatto, stimolando una visione olistica dell’esistenza.
Il progetto si sviluppa all’interno di un emiciclo, di circa 3000 m², antistante la villa. La progettazione di tale spazio, si pone come obiettivo la realizzazione di un giardino formale che possa condurre la collettività, verso l’esplorazione della natura e dei suoi princìpi. La distribuzione degli spazi è garantita da due assi principali: Nord-Sud di collegamento tra il Viale Imperiale e la villa ; Ovest-Est di equilibrio compositivo. Il giardino, a sua volta, è strutturato da un’ulteriore suddivisione diagonale ed orizzontale simmetricamente disposta rispetto all’asse nord-sud, la quale genera una maglia distributiva che organizza lo spazio in settori distinti, ciascuno caratterizzato da una specifica funzione simbolica e percettiva. Completano la composizione gli specchi d’acqua, che amplificano la percezione della profondità spaziale, le aree verdi atte a favorire biodiversità e comfort microclimatico, il sistema vegetazionale, composto da una matrice di alberi disposti in modo puntiforme e, lungo il perimetro del giardino, l’orologio solare, con funzione sia didattica che di orientamento. Infine la fontana centrale, elemento focale che funge da punto di convergenza visiva. La corte aperta, situata di fronte alla villa, è costituita da due ampie aree verdi, caratterizzate dalla presenza di alberi monumentali che vanno a relazionarsi con l’assetto generale del giardino, valorizzando, allo stesso tempo, il prospetto principale della villa. L’intervento si configura come un processo di rigenerazione dello spazio storico, in cui la lettura filologica dell’impianto originario si combina con elementi di ricerca scientifico/naturale presenti sul territorio, definendo in questo modo un approccio basato su criteri di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio culturale.
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In the city of Florence, in front of the Villa del Poggio Imperiale, an ethereal space comes to life, conceived on the dualism between science and philosophy. The presence, on the territory, of the historic Medici villa and an astronomical observatory, suggests the dialogue between the celestial and terrestrial dimension, between macrocosm and microcosm, which finds its emblem in the Vitruvian Man as described in the report by Veneziano (2014). The context develops as a harmonic synthesis of natural and anthropogenic elements, where the arrangement of spaces follows precise hierarchies and symbolic correlations, offering an experience of total connection with cosmic nature and its principles. The predominant theme is nature, which is interpreted as an absolute void, a point of contact, stimulating a holistic vision of existence.
The project is being developed inside a semi-circle, of about 3000 m², in front of the villa. The design of this space aims to create a formal garden that can lead the community towards the exploration of nature and its principles. The distribution of the spaces is organised along two main axes: North-South connecting the Viale Imperiale and the villa; and West-East for compositional balance. The garden, in turn, is structured by a further diagonal and horizontal subdivision symmetrically arranged with respect to the north-south axis, which generates a distributive mesh that organises the space into distinct sectors, each characterised by a specific symbolic and perceptive function. The composition is completed by the expanses of water, which amplify the perception of spatial depth; the green areas that favour biodiversity and microclimatic comfort; the vegetation system, composed of a matrix of trees arranged in a dotted pattern along the perimeter of the garden; the sundial, with both an educational and an orientation function, and finally the central fountain, a focal element that acts as a point of visual convergence. The open courtyard, located in front of the villa, consists of two large green areas, characterised by the presence of monumental trees that relate to the general layout of the garden, enhancing, at the same time, the main façade of the villa. The project is a process of regeneration of the historic space, in which the philological interpretation of the original layout is combined with elements of scientific/natural research present in the territory, thus defining an approach based on criteria of sustainability and enhancement of the cultural heritage.